#iorestoacasa, DAY 13: MONUMENTO LA TORRE EIFFEL

«Un faro abbandonato sulla terra da una generazione scomparsa, da una generazione di giganti»  (Edmond de Goncourt, sul Journal)

«Questo lampione veramente tragico»  (Leon Bloy)

«È un’impalcatura fatta di sbarre e di ferro angolare, priva di qualsiasi senso artistico» (Paul Planat)

«Il mostro visto da vicino è orrendo. Gigante, senza bellezza né stile. È un idolo di metallo, simbolo di inutile forza e trionfo di brutalità.»  (Francois Coppée)

«[Si tratta di] un faro, un chiodo, un candelabro […] la cui costruzione non avrebbe mai dovuto essere permessa, ma che per i politici che ne hanno concepito l’idea rappresenta “il simbolo della civiltà industriale”» (L’illustration)

«Noi scrittori, pittori, scultori e architetti, a nome del buon gusto e di questa minaccia alla storia francese, veniamo a esprimere la nostra profonda indignazione perché nel cuore della nostra capitale si debba innalzare questa superflua e mostruosa Torre Eiffel, che lo spirito ironico dell’anima popolare, ispirata da un sano buon senso e da un principio di giustizia, ha già battezzato la torre di Babele. La città di Parigi si assocerà veramente alle esaltate affaristiche fantasticherie di una costruzione meccanica – o di un costruttore – disonorandosi e degradandosi per sempre? […] La Torre Eiffel, che neppure l’America, con la sua anima commerciale, ha l’audacia di immaginare, senz’alcun dubbio è il disonore di Parigi. Tutti lo sentono, tutti lo dicono, tutti ne sono profondamente rattristati, e noi non siamo che la debole eco di un’opinione pubblica profondamente e giustamente costernata. Quando gli stranieri visiteranno la nostra Esposizione protesteranno energicamente: “È dunque questo l’orrore che hanno creato i francesi per darci un’idea del loro gusto tanto magnificato?”. […] E per i prossimi vent’anni vedremo stagliarsi sulla città, ancora vibrante dell’ingegno dei secoli passati, vedremo stagliarsi come una macchia d’inchiostro l’odiosa ombra dell’odiosa colonna di metallo imbullonato » Lettera firmata da decine di intellettuali francesi fra cui Guy de Maupassant, Alexandre Dumas figlio, Garnier.

Così si parlava della Torre Eiffel all’epoca della sua costruzione, nel 1889. Fa strano leggere queste dichiarazioni oggi, oggi che quel gigante tanto bistrattato, quell’”odiosa colonna di metallo imbullonato” è diventata il monumento simbolo non solo di una città ma di un’intera Nazione. Credo che non esista al mondo qualcuno che sia stato a Parigi e che non conservi almeno una fotografia della Torre costruita dall’ingegnere Eiffel. Lui, a quel tempo, si difendeva dalle accuse così:

«A me sembra che la Torre Eiffel sia degna di rispetto, non foss’altro perché dimostrerà che non siamo solo un popolo di persone divertenti, ma siamo anche un paese di ingegneri e costruttori, richiesti nel mondo intero per costruire ponti, viadotti, stazioni ferroviarie e i più grandi monumenti dell’industria moderna […]. Perché non possiamo dimostrare al mondo che siamo in grado di realizzare i più eccelsi progetti ingegneristici?»  Gustave Eiffel

20171027_173049

La Torre Eiffel è, prima di tutto e senza ombra di dubbio, un grande e ambizioso progetto ingegneristico, soprattutto per quel tempo. Io, stando ai suoi piedi, la guardavo con la mia razionalità ingegneristica, che molto spesso prende il sopravvento sulla mia parte “romantica”, e ho compreso subito che il primo problema che Eiffel ha dovuto affrontare nella sua costruzione era il vento. Eiffel ha immaginato la Torre che resisteva al vento come un uomo con le gambe divaricate: i quattro pilastri sono inclinati verso l’interno di 54° e poggiano su quattro immense pile di cemento, anch’esse inclinate, che ancorano la torre al terreno e scaricano sulle fondazioni l’enorme peso della costruzione. Per evitare il crollo dei quattro piloni inclinati, durante la costruzione essi vennero puntellati fin quando, raggiunti i 57 metri d’altezza, venne costruito il primo ripiano. Completato il primo ripiano, altri quattro piloni inclinati e sagomati si protendono verso l’alto interrotti da un’altra piattaforma a 116 metri di altezza. Da questa e fino alla terza piattaforma, posta a 274 metri, i  piloni si fondono in un unico traliccio verticale: la struttura reticolare è un sistema composto da un insieme di aste rigide complanari vincolate ai nodi in modo da formare delle maglie triangolari, resistenti e indeformabili e con una superficie esposta al vento nettamente minore.

20171027_182038

Lui pensava davvero “che le curve dei suoi quattro piloni, così come sono stati creati grazie ai nostri calcoli e che si innalzano da una base colossale per restringersi gradatamente verso la cima, produrranno una meravigliosa sensazione di forza e bellezza.” Ed effettivamente, a dispetto della sua mole, la sensazione che si ha guardando la torre è quella di una grande snellezza. Se ne sono accorti tutti, poi, anche i pittori, che l’hanno rappresentata in mille modi.

Torre Eiffel
1. La Tour Eiffel, Seurat, 1889;  2. La Tour Eiffel
Robert Delaunay, 1910; 3. Parigi dalla mia finestra
Marc Chagall, 1913

 

Altri monumenti che adoro in giro per il mondo e che sono delle icone per il loro Paese?

  • In Italia forse, più che il Colosseo, sceglierei l’Altare della Patria;
  • A Berlino, quello che rimane del muro che per anni ha lacerato la città;
  • A Londra il Tower Bridge
  • A Sydney indubbiamente l’Opera House

2 pensieri su “#iorestoacasa, DAY 13: MONUMENTO LA TORRE EIFFEL

  1. Nooooooo, non mi parlare della stratosferica Tour Eiffel, ti prego… Proprio Parigi è il mio viaggio mancato, che sarebbe dovuto realizzarsi tra poco più di un mese 😦 Che tristezza

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...