2 giorni ad Amsterdam

Fortunatamente si è già da tempo superato il pregiudizio per cui dire Amsterdam equivale automaticamente ai coffee shops e al quartiere a luci rosse. Ci sono, è ovvio, e la loro presenza indica chiaramente quanto questa sia una città tollerante e aperta ai diritti di tutti, brulicante di attività, vibrante, frenetica, anche nello sfrecciare dei tram e delle biciclette, ma al contempo tranquilla, vivibile, incantevole. Sì, incantevole! Ho passeggiato per due giorni (pochini!) fra le sue vie e i suoi canali, inoltrandomi nei quartieri più vivi e famosi della città, il De Pijp e il Jordaan, trovandomi meravigliata ad ogni angolo, ad ogni ponte, ad ogni nuovo scorcio, sempre colorato, sempre magico nel suo duplicarsi sull’acqua, “da cartolina”.

20160820_090424

20160819_13330620160819_152944

Non abbiamo visto tutto ciò che c’è da vedere perchè, piuttosto che correre per vedere questo o quel museo, abbiamo preferito gustarci i percorsi, a piedi o in battello, nonostante non avessimo molto tempo. Ecco cosa abbiamo visto nella città dei cento canali.

Red Light District. Al numero uno della lista perché proprio in questa zona si trovava il nostro ostello – a conferma, ancora una volta, che non si tratta di una zona malfamata o pericolosa. Da qui, da uno scorcio particolarmente suggestivo proprio “sotto casa”, abbiamo fotografato la St. Nicolaaskerk, Basilica minore dedicata a San Nicola, con la sua cupola ottagonale e le due torri, oltre che le tipiche case di Amsterdam prospicienti il canale Oudezijds Voorburgwal.

20160820_201640

20160820_085713

Su questa via, al numero 14, ci si può soffermare davanti la statua di Alida Margaretha Bosshardt, conosciuta come la “Giusta tra le nazioni”, che durante la seconda guerra mondiale aiutò 75 bambini ebrei a sfuggire alle persecuzioni e che al contempo lavorò proprio qui, nel quartiere a luci rosse, aiutando prostitute, senzatetto e tossicodipendenti. Al civico 90, invece, si trova il famosissimo “The Bulldog The First”, il primo coffe shop di Amsterdam con un menù molto ricco e sempre pieno di turisti. Gli olandesi, però, non lo frequentano: troppo affollato e turistico per chi è solo alla ricerca di un po’ di relax! Ancora nel quartiere è possibile trovare la Oude kerk, la chiesa più antica di Amsterdam.

Il quartiere dei musei. Il nostro obiettivo principale era trovare la scritta “I Amsterdam”, che si staglia in Piazza Museumplein, una grande piazza-parco ricca di verde e fontane – quella davanti la scritta si trasforma in inverno in una grande pista di pattinaggio sul ghiaccio e in primavera fioriera di tulipani. Lo sfondo perfetto per le foto – che però risultano particolarmente affollate per via di tutti i turisti che si arrampicano sulle lettere – è costituito dal Rijskmuseum, museo nazionale contenente la più grande collezione di arte fiamminga e già di per sé opera d’arte, talmente bella è la sua struttura gotico/rinascimentale. IMG-20160819-WA000820160819_190144Sulla piazza si trovano anche lo Stedelijk Museum, museo di arte moderna, e il Van Gogh Museum, con struttura realizzata da Gerrit Rietveld, che abbiamo visitato. Forse siamo stati fortunati, ma pur non avendo comprato il biglietto online non abbiamo fatto molta fila per entrare e abbiamo visitato in un paio d’ore i tre livelli in cui le opere del “pittore maledetto” sono esposte in ordine cronologico.

 

 

Bloemenmarkt, l’unico mercato dei fiori galleggiante d’Europa. Il metodo più comodo e veloce per trasportare i fiori dalle periferie al centro della città era l’acqua e i commercianti lo facevano con delle chiatte che nel corso del tempo si sono trasformate in vere e proprie casette galleggianti dando vita al coloratissimo mercato in cui esporre e vendere. Oggi, oltre ai tulipani, è possibile acquistare qui bulbi, fiori secchi, fiori di legno e ogni altro tipo di souvenir. Occhio agli orari: il mercato è aperto da lunedì a sabato dalle 9:00 alle 17:30, e la domenica dalle 11:30 alle 17:30.

20160819_154800Piazza Dam. A 5 minuti a piedi dalla Stazione Centrale, risalendo la Damrak, si trova l’ampia piazza originaria del XIII secolo che costituisce ancor oggi un via-vai di turisti e gente locale, divisa in due dal traffico d’auto e tram: da un lato svetta l’imponente Palazzo Reale, caratterizzato da una bellissima facciata neoclassica, che è sede originaria del Municipio e oggi residenza della Regina nei suoi soggiorni in città, ma anche la Chiesa Nuova (Nieuwe Kerk), nella quale dal 1841 vengono incoronati i sovrani olandesi; dall’altro del traffico veicolare vi è invece il Nationaal Monument, obelisco di pietra alto 22 metri, dedicato alle vittime della Seconda Guerra Mondiale. Da questo lato della piazza, parallela alla Damra troviamo Warmoestraatfamosa via del Quartiere a Luci Rosse in cui, al civico 141, nasce un particolarissimo negozio/museo chiamato Condomerie.20160820_084150

Giro in battello, in formula Hop on – Hop off con la City Sightseeing Amsterdam. E’ stata un’esperienza veramente piacevole, sia perchè ci ha dato modo di vedere la città da un punto di vista diverso, quello dell’acqua, attraversando canali e muovendoci sotto i ponti, sia perché con l’audioguida ci è stato possibile scoprire, man mano che il tour procedeva, tanti piccoli aneddoti riguardanti luoghi e monumenti. In particolare: sapete perché le facciate delle case sono un po’ inclinate e trovate una trave sporgente sulla sommità di ogni edificio – chiamata paranco? Ebbene, la guida ci spiegava che nei Paesi Bassi lo Stato esigeva il pagamento di un’imposta proporzionale all’occupazione del suolo e quindi alla larghezza della casa. Per ovviare a tale problema gli abitanti di Amsterdam decisero di edificare case molto strette – la più piccola è larga solo 101 cm – sviluppate in altezza. Questo comportava l’impossibilità di effettuare i traslochi usando le scale interne e così sui tetti venne fissato un paranco con una carrucola per sollevare gli oggetti e farli entrare dalla finestre; per evitare che il carico sollevato urtasse e danneggiasse la facciata queste venivano inclinate verso l’esterno, sui canali. Geniali! Oltre agli edifici più tradizionali di Amsterdam durante il percorso in battello ci si imbatte in una costruzione molto moderna e particolare, il NEMO, Museo delle scienze altamente interattivo in cui i bambini possono toccare e manipolare tutto, partecipare a laboratori ed esperimenti e trascorrere una giornata all’insegna dell’apprendimento. Il progetto, che ricorda una prua di una nave affiorante dall’acqua, è opera di Renzo Piano.

20160820_18214720160820_14393720160820_144934

Vondelpark, denominato “polmone verde” di Amsterdam, merita una visita per la sensazione di pace e benessere che regala dopo esser stati immersi nella frenesia della città (tram e biciclette sono pericolosi davvero!). Stendersi sul prato, sedersi sulle panchine o continuare a passeggiare ammirando il verde e i laghetti vi rigenererà sicuramente! Così come è “rigenerante” per l’anima l’onestà degli “Amsterdammer”: qualsiasi oggetti ritrovato nel parco viene riconsegnato qui!

20160820_12532020160820_121251

Anna Frankhuis. È la casa in cui, per due anni, vissero i Frank e i Van Daan, nascosti agli occhi dei tedeschi fino a quando non furono traditi, trovati e deportati nei campi di concentramento in quanto ebrei. Quello che poi divenne “il rifugio” era in realtà la sede dell’attività commerciale guidata dal padre di Anna, Otto Frank, all’indirizzo Prinsengracht 263-267, nel cuore di Amsterdam. I primi piani dell’edificio erano occupati dal magazzino, dagli uffici e dal deposito; poi, su un pianerottolo, una libreria girevole celava l’ingresso di un piccolissimo appartamento, composto da tre stanze, una mansarda e un bagno per otto persone. Attualmente da quello stesso passaggio segreto transita mezzo milione di persone ogni anno, per ricordare quella ragazzina 15enne che voleva “continuare a vivere dopo la morte” e che occupava il suo tempo in casa scrivendo su un diario. Ritagli di giornale ancora appesi alle pareti, scritte sui muri, brani tratti dal diario, il silenzio rispettoso dei visitatori, tutto rievoca un’atmosfera di attesa e di tristezza, a due passi da quel canale brulicante di vita su cui, solo quando calava la notte, durante il rito del bagno, Anna e sua sorella Margot gettavano un occhio da un buco nella tenda. È consigliabile acquistare il biglietto online per saltare la fila oppure munirsi di pazienza ed aspettarsi una coda di almeno un’ora.

E per finire: non potete non assaggiare i poffertjes, piccoli pancake ricoperti di burro e/o zucchero a velo, da consumare come “street food”, e ovviamente, inutile dirlo!, le patatine fritte nel cono.

20160820_090310

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...