Rome wasn’t built in a day – Part.2

Dopo esserci riposati sulla scalinate di Piazza di Spagna siamo ora pronti per riprendere il nostro giro tradizionale per le vie di Roma. Possiamo o tornare a Via del Corso e svoltare a sinistra, oppure procedere su via del Babuino. In ogni caso arriveremo in Piazza del Popolo, collocata ai vertice del Tridente di strade di cui fa parte anche via di Ripetta. Dall’essere poco più di uno slargo, alla fine del ‘500 diviene una piazza con un grande obelisco e poi, nel 1800, grazie a Giuseppe Valadier “un teatro all’aperto”, “una scenografia”, grazie ai suoi emicicli laterali e a una serie di scale e terrazze che conducono al Pincio, da cui si gode di un’incantevole vista sulla Piazza e su Roma. Oltre alle fontane e alla Porta del Popolo, sulla Piazza si affacciano tre chiese: la Chiesa di Santa Maria del Popolo, e, sullo sfondo dell’obelisco, la Basilica di Santa Maria di Montesanto e la Basilica di Santa Maria dei Miracoli, costruite per volere di Papa Alessandro VII dall’architetto Rainaldi e poi completate da Fontana e Bernini. Meglio note come “Chiese gemelle”, in quanto ad un primo sguardo appaiono perfettamente identiche, esse differiscono notevolmente, essendo una a pianta ellittica e l’altra circolare.

2015-07-17 12.10.41

Se il riferimento sembra essere il Pantheon torniamo indietro su via del Corso e imbocchiamo sulla destra via del Caravita, che ci porterà direttamente in Piazza della Rotonda, dove esso sorge. A mio avviso si tratta di uno dei monumenti più belli di Roma e Stendhal sembra essere d’accordo: “Il più bel resto dell’antichità romana. Un tempio che ha così poco sofferto, che ci appare come dovettero vederlo alla loro epoca i romani”. In realtà anche il Pantheon ha subito dei rimaneggiamenti, per esempio l’imperatore d’Oriente Costante II, nel 655, fece asportare delle lastre bronzee che ricoprivano la cupola per usarle come bronzo fuso e papa Urbano Barberini, per la costruzione del baldacchino di San Pietro, fece rimuovere del materiale bronzeo dal portico, e ancora in età barocca vennero realizzati ai lati del frontone due campanili poi soprannominati dai romani “Orecchie d’asino” e pertanto rimossi con l’Unità d’Italia; tutto ciò, comunque, non ha alterato troppo la perfezione della costruzione: il Pantheon, con la sua altezza di 43,44 metri e il suo diametro di 43,44 metri risulta essere una sfera perfetta, incarnando i principi di equilibrio e stabilità e armonia delle linee. E poi è un gioiellino astronomico! Attraverso l’oculus, una finestra di nove metri di diametro presente sul tetto (ebbene sì, all’interno del Pantheon piove, ma grazie alla pendenza del suolo e ai 44 tombini non si allaga mai!), la luce penetra in maniera attentamente studiata: al solstizio d’estate, a mezzogiorno, i raggi del sole entrano dall’oculus e colpiscono il portale d’accesso, come un collegamento diretto fra gli dei e gli uomini, senza intermediazione sacerdotale e inoltre, girando ogni ora del giorno fa del Pantheon un osservatorio astrologico dedicato a tutti gli dei.

IMG_2650

IMG_2657

Percorrendo via dei Giustiniani e passando davanti a Palazzo Madama si entra in Piazza Navona, una delle piazze più note e più ricche di Roma, con le sue tre celebri fontane e la Chiesa di Santa Maria in Agone, opera del Borromini. La fontana più importante, posta al centro della Piazza è la Fontana dei Quattro Fiumi, di Bernini. Il Danubio, simbolo d’Europa, il Nilo africano, il Gange in Asia e il Rio della Plata in America rappresentano i continenti allora conosciuti e dunque il mondo intero che reca omaggio al pontefice Innocenzo X, committente dell’opera.

P1040626

Ci dirigiamo ora verso il Tevere, che attraversiamo in corrispondenza del ponte di Umberto I, trovandoci di fronte il Palazzo di Giustizia e a sinistra il Castel Sant’Angelo. Nato come mausoleo dell’imperatore Adriano, conteso dalle più nobili famiglie e infine divenuto prigione pontificia e appartamento privato dei papi, deve il suo nome all’Arcangelo Michele, che annunciò la fine della pestilenza del 590 d.C., e di cui oggi è presente una grande statua sulla sommità della mole. Ma quella che noi ammiriamo non è certo l’unica: la prima statua era di legno e finì sgretolata dagli agenti atmosferici; il secondo angelo, di marmo, fu distrutto durante un assedio e il terzo, anch’esso di marmo ma con le ali di bronzo, sembra essere stato incenerito da un fulmine che fece esplodere anche una polveriera del castello; l’angelo di bronzo dorato che lo sostituì, venne fuso per fare cannoni durante la calata dei Lanzichenecchi nel 1527 – quando il papa Clemente VII fuggì grazie al “Passetto”; poi fu la volta di un altro angelo di marmo con ali di bronzo (attualmente visibile nel Cortile dell’Angelo), ed infine, nel 1573, fu posizionato quello interamente in bronzo che ora ammiriamo. E a proposito di Passetto, lungo corridoio che collega Castel Sant’Angelo al Vaticano passando fra i tetti di Roma, sappiate che d’estate è visitabile!

P1050852.JPG

Piazza San Pietro e la celebre Basilica sono a pochi passi, e si stagliano maestose davanti a noi lungo via della Conciliazione. Sapete tutti che non è sempre stato così! Al posto di questa via monumentale che accompagna il visitatore alla Piazza, fino ai primi anni ’30, vi erano molti palazzi del quartiere Borgo, che la nascondevano alla vista regalando una sorta di “effetto sorpresa” una volta usciti dal dedalo di viuzze. E che sorpresa! Piazza San Pietro è famosa per il suo colonnato, lungo 320 metri e sormontato da 140 statue, pensato come un grande “abbraccio” alla città di Roma e al mondo, formato da colonne distribuite su più file. Se però vi posizionate su una mattonella vicino l’obelisco le quattro file di colonne sembreranno una, grazie ad un effetto ottico studiato dal Bernini  e dovuto all’aumento graduale del diametro delle colonne stesse. Salendo la scala di accesso, ristrutturata dal Bernini e composta da tre ripiani, si accede al portico, con cinque cancelli disposti lungo i suoi 71 metri di lunghezza e poi…uno spazio immenso di cui si percepisce immediatamente la reale grandiosità, la ricchezza, la magnificenza tipiche del barocco. Nella navata destra, la Pietà di Michelangelo, che l’artista completò a soli (!!!) 23 anni.

2015-07-19 11.40.05P1040572

P1040563

E adesso una lunga (ma lunga davvero) passeggiata lungo il Tevere, seguendo il Lungotevere Gianicolense prima ed entrando a Trastevere dopo, in cui è facile perdersi fra le colorate viuzze piena di ristorantini e bar. Proprio di fronte il rione sorge l’isola Tiberina, nata, secondo un’antica leggenda, dall’abbondante deposito di grano dell’ultimo re di Roma, Tarquinio il Superbo, gettato nel fiume quando fu spodestato, o secondo un’altra leggenda, per via di una nave proprio lì affondata, da cui prende anche la forma.

Attraversato nuovamente il fiume e tornati sulla sponda sinistra, troviamo in Piazza della Bocca della Verità il portico della Chiesa di Santa Maria in Cosmedin in cui è conservato l’omonimo mascherone in pietra: si tratta di uno dei simboli più famosi di Roma che deve la sua popolarità solo alla leggenda che l’accompagna e che afferma che, se si dice una bugia tenendo la mano nella bocca del mascherone, il mascherone per magia “morde”, mozzando così la mano al bugiardo. Nessuno sa con certezza cosa fosse – forse il chiusino di una cloaca, o la copertura di un pozzo, dove gli antichi commercianti romani giuravano la loro onestà durante una compravendita; ciò che è certo è che ogni giorno i turisti affollano il portico per scattare una foto con la mano dentro la bocca. Arriviamo adesso al Circo Massimo, grande edificio di spettacolo ai tempi dei romani e ancora adesso sede di importantissimi concerti di importanza internazionale. Da qui è semplice tornare al Colosseo, attraversando l’Arco di Costantino, per concludere così un percorso circolare comprendente tutti i monumenti “classici” – nell’accezione di tradizionali – più famosi di Roma.

Molti degli edifici presentati in questa seconda parte del tour sono stati menzionati in un famoso romanzo thriller di Dan Brown, “Angeli e Demoni”, tanto che molte sono le persone che seguono il libro per compiere il loro itinerario, come se fossero Robert Langdon. Oltre al Pantheon – da cui inizia il percorso dello studioso, alla Chiesa di Santa Maria del Popolo (terra), a Piazza Navona (acqua), a Piazza San Pietro (aria) e a Castel Sant’Angelo, nel libro è menzionata la Chiesa di Santa Maria della Vittoria (fuoco), in cui è conservata un’altra delle celebri opere del Bernini, l’Estasi di Santa Teresa. La suddetta Chiesa si trova alla fine della via XX Settembre, a pochi metri da Piazza della Repubblica.

 “Un giorno mi apparve un angelo bello oltre ogni misura. Vidi nella sua mano una lunga lancia alla cui estremità sembrava esserci una punta di fuoco. Questa parve colpirmi più volte nel cuore, tanto da penetrare dentro di me. II dolore era così reale che gemetti più volte ad alta voce, però era tanto dolce che non potevo desiderare di esserne liberata”

921686_610604315617562_406501719_o.jpg

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...