Quando la Land Art rafforza la memoria – Gibellina, Sicilia

Gibellina è stata completamente distrutta dal terremoto del Belice del 1968 e l’allora sindaco della città chiamò diversi artisti di fama mondiale per ricostruirla altrove, a una ventina di chilometri. Accorsero in molti, Quaroni, Consagra, Pomodoro, Purini, Cascella, Gregotti e Samonà e molti altri, e la città fu ricostruita a forma di farfalla e furono create oltre 60 istallazioni, disseminate lungo le strade e le piazze.

 

A 49 anni di distanza Gibellina Nuova è ancora un paese alla ricerca di un senso, di un’identità, di un perché.

20170603_123431Arriviamo a Gibellina Nuova dalla Palermo – Mazara del Vallo, uscendo a Salemi e svoltando a sinistra. Immediatamente ci accoglie la Stella di Consagra, la Porta del Belice, ad indicarci la via. E poi grandi strade, larghissime, e piazze, tante, in ognuna delle quali una o due sculture si ergono nella torrida calura di giugno, senza però dire nulla. Per le vie silenziose solo macchine parcheggiate. E nessuno a cui chiedere informazioni. Le poche persone che abbiamo fermato e a cui abbiamo chiesto indicazioni su questa o quella opera ci dicevano di non essere del posto, segno evidente che gli abitanti si sentono ancora estranei a quella città-museo confezionata appositamente per loro da celebri urbanisti  e architetti.

20170603_102932

20170603_103001

 

Dopo aver fatto un giro in questi luoghi, in certi spazi così attentamente studiati dal punto di vista teorico, prospettico e ingegneristico – come il celebre Sistema delle Piazze di Purini e Thermes – sopraffatti dal senso di abbandono e desolazione, ci siamo recati a Gibellina Vecchia, seguendo le indicazioni per i ruderi di Gibellina e il cretto di Burri, passando da Santa Ninfa (altro comune colpito dal terremoto). Percorrere quella strada in salita, piena di curve, sotto un sole caldo che sembra bruciare la terra, ci aiuta a comprendere quanto, effettivamente, spostando un paese tutto possa cambiare per i suoi abitanti.

Quando alla fine degli anni 70 i gibellinesi arrivarono nel nuovo centro infatti, si ritrovarono in una realtà troppo diversa da quella a cui erano abituati, da quella in cui vivevano prima del terremoto, tanto che gli anziani si sentono ancora ospiti della città e i giovani orfani di un modello di vita andato perduto.

E questo risulta ancor più evidente camminando fra le strade del Cretto di Burri.

« Qui non ci faccio niente di sicuro, dissi subito, andiamo a vedere dove sorgeva il vecchio paese. Era quasi a venti chilometri. Ne rimasi veramente colpito. Mi veniva quasi da piangere e subito mi venne l’idea: ecco, io qui sento che potrei fare qualcosa. Io farei così: compattiamo le macerie che tanto sono un problema per tutti, le armiamo per bene, e con il cemento facciamo un immenso cretto bianco, così che resti perenne ricordo di quest’avvenimento.»

20170603_113643

 

Il cretto è una tomba, la tomba di una città intera, e camminandoci dentro questa consapevolezza ti assorbe. Percorrendo quelle vie e inerpicandosi per quei sentieri in pendenza si comprende ancor più come, alla città nuova, non ci si possa abituare. A Gibellina Nuova le strade non convergono verso un centro ma si disperdono, come spinte da una forza centrifuga, verso le ali di quella farfalla immaginata che non ha mai spiccato il volo; le vie, così larghe, inibiscono i rapporti di vicinato e hanno cancellato l’usanza, tipicamente siciliana, di sedersi davanti alla porta a chiacchierare. Entrando fra le colate di cemento che hanno seppellito Gibellina Vecchia si avverte fortemente la sensazione di essere dentro un passato caldo e spento, si percepisce un vuoto denso che fa di questa immensa, desolata, opera di Land Art un grande monumento dedicato al ricordo.

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...